La storia

Trasparenza
22 Luglio, 2015
Il Dilemma
18 Settembre, 2015

La storia della lingerie: dall’antico Egitto al primo reggiseno.

Al giorno d’oggi le possibilità nella scelta della biancheria intima sono infinite: push up, collant, guepiere, intimo classico, sportivo o elegante. Ma come nasce l’usanza di indossare dei capi d’abbigliamento sotto i vestiti abituali?

Le prime testimonianze risalgono all’antico Egitto dove le donne usavano delle tuniche leggere a diretto contatto con la pelle, diventate poi delle vesti di lino lunghe fino ai piedi, chiamate camicie e indossate dalle donne greche.

Le donne egiziane avevano un vero culto per la bellezza e il seno veniva lasciato scoperto o velato e indossavano dei perizomi triangolari come quelli delle popolazioni etrusche.

Ora siamo abituati ad indossare biancheria intima per valorizzare le nostre forme e, perchè no, sentirci più belle ma i primi indumenti intimi nacquero più che altro per nascondere le forme del corpo femminile, attraverso epoche storiche in cui il senso del pudore divenne sempre più forte col passare delle generazioni.

Prima di allora, sotto i vestiti, era naturale non indossare nulla sia per gli uomini che per le donne.

Durante l’Impero Romano nacquero le prime fasce di cuoio per appiattire il seno, indossate dalle patrizie romane, chiamate mammillari. Seguirono gli strophium, fasce pettorali che stringevano senza comprimere e i cestus, guaine per i seni più prosperosi.

Comparvero anche le prime mutandae il cui nome deriva dal verbo mutare, che evidenzia la necessità di lavare e cambiare frequentemente questo capo intimo.

Nel periodo longobardo le mutande, note come femoralia, erano un indumento tipicamente maschile, solitamente in lino e di lunghezza variabile mentre le donne non portavano le mutande ma le camicie.

Nonostante questi indumenti avessero la funzione di occultare le forme e le parti intime, gli uomini furono comunque intrigati da questi nuovi “accessori” e, secolo dopo secolo, l’evoluzione della biancheria intima continuò inarrestabile soprattutto tra la nobiltà.

Nel Medioevo nacque la tendenza ad indossare sotto gli abiti tuniche con lacci, corpetti uniti ad una gonna a pieghe e il tassello, un triangolo di tessuto utilizzato per nascondere la scollatura la cui trasparenza risultava oltremodo seducente.

In questo periodo si diffusero anche le calze, in concomitanza con la lavorazione della seta, ma a portarle erano esclusivamente gli uomini.

Nel Rinascimento l’uso delle camicie divenne un must per uomini e donne insieme all’uso delle prime giarrettiere, laccetti usati per stringere le calze mentre per corsetti e busti dobbiamo aspettare il Seicento.

Da allora, la biancheria intima, è stata un crescendo di seduzione, spesso con l’uso di oggetti che ai giorni nostri fanno sorridere come il paniere e il guardifante, gabbie di cerchi di vimini poste intorno alla vita per aumentare il volume delle gonne e dare risalto alla parte posteriore.

In un tripudio di sottogonne e crinoline arriviamo all’Ottocento, dove la scena è interamente rubata dall’uso del corsetto, indumento intimo per eccellenza che le donne, pur di ottenere il famoso “vitino da vespa”, stringevano fino all’inverosimile.

L’uso del busto fu talmente rivoluzionario che perfino gli uomini lo utilizzavano per ottenere una figura più elegante e sottile ma veniva indossato anche dai militari per avere un sostegno durante le lunghe e faticose marce.

Sempre in questo periodo le mutande diventarono parte della biancheria femminile nonostante fosse vietato perfino nominarle ed erano lunghe braghesse tubolari che restavano accuratamente nascoste ma che ben presto, grazie a decori e tessuti preziosi, divennero anch’esse strumento di seduzione.

La chiesa le ritenne un capo osceno e le prostitute ne fecero il simbolo del loro mestiere. Le braghesse scomparvero, quindi, tra le donne aristocratiche per poi ricomparire negli anni successivi fino a diffondersi nei guardaroba della gente comune.

Per parlare di lingerie, nel senso in cui la intendiamo ora, dobbiamo arrivare agli inizi del Novecento quando Mary Phelps Jacob, facoltosa signora newyorkese meglio nota come Carezza Crosby, liberò le donne dal corsetto realizzando il primo reggiseno su un progetto risalente al 1889. Da allora, complici cinema e star, la lingerie è diventata un elemento sempre più cardine del look.

L’industrializzazione e la scoperta di nuovi materiali diedero l’impulso per la realizzazione di nuovi indumenti e tendenze che vedono protagonisti tessuti sempre più leggeri e forme sempre più comode.

Negli anni 30 l’indumento più utilizzato è la sottoveste mentre i mutandoni si accorciano lasciando posto agli slip.

La lingerie, termine francese raffinato ed elegante per indicare la biancheria intima, è diventata via via sempre più importante nella cultura femminile: simbolo di liberazione, emancipazione e seduzione attraverso le epoche storiche si è evoluta per essere oggi parte fondamentale del look e della nostra cultura, dando vita a una vera e propria moda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *