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Se vi piace il corsetto, ecco alcuni suggerimenti per voi

In voga, dimenticato, in voga, dimenticato: la storia del busto/corsetto è come un’onda che va e che viene. Ma già da qualche tempo, il suo ritorno è sotto gli occhi di tutti, sottolineato dall’uso che ne fanno alcune star, per stringere la vita, aumentando di conseguenza il volume del loro lato b.

Una volta c’era il busto, che teneva la schiena in posizione eretta e alleviava i dolori delle posture scorrette. La figura che lo indossava (la donna, ovviamente) assumeva, con questo artificio, un atteggiamento ieratico e severo, che molto piaceva alle corti europee del XVI secolo.

A noi non interessa troppo la storia del busto, ma può essere utile per capire da dove è rispuntato, da qualche anno a questa parte, indossato da molte star in occasioni pubbliche. Perché, anche se nato con funzioni ortopediche, è innegabile che il corsetto porti con sé un’idea di sottile erotismo, divenuto col tempo addirittura sfrontato, se pensiamo all’abbigliamento sadomaso, in pelle, dove il busto si accompagna facilmente a cappucci, frustini e manette…

Ad ogni modo, dando per scontato che il corsetto vi piaccia e che vogliate acquistarne uno per la prima volta, oggi vogliamo darvi qualche consiglio.

I corsetti si dividono in due grandi categorie: quelli che accolgono anche il seno (overbust) e quelli che lasciano “libero” (underbust). Ricordate che il corsetto, per sua natura, stringe per modificare la forma della vostra vita e renderla come “quella di una vespa”: valutate bene, quindi, per quante ore avete intenzione di indossarlo e quale sarebbe la sensazione se la compressione interessasse anche il petto. Infatti, con il corsetto, oggi, si fa waist training, cioè lo si utilizza proprio per cercare di modificare in maniera permanente le proprie linee, quindi è davvero importante che la scelta sia ben ponderata.

Quali sono le caratteristiche di un buon corsetto?

Prima di tutto, parliamo delle stecche, che devono essere 18 o 24, in coppia o singole, ma distribuite per tutta la circonferenza. Se le stecche sono solo 12, non daranno il sostegno sufficiente e se non sono in metallo, ma in materiale sintetico, il risultato sarà scarso lo stesso.

Metallo per le stecche, dunque, ma anche due o tre strati di buona stoffa; infatti, ricordate che una parte, quella esterna, deve essere trendy (quindi nessuna limitazione al tessuto, che potrà essere raso, pelle, seta, etc…), mentre uno o due strati interni devono essere più fermi e contenitivi. Il nastro, all’altezza della vita, è altrettanto importante, perché assicura che il corsetto non ceda mai, nemmeno quando stretto al massimo.

Prima ancora della forma, un accenno alla taglia: sia che troviate misure in pollici, che in centimetri (1 pollice corrisponde a cm 2,52), la scelta deve ricadere su una circonferenza che sia tra i 2 e i 4 pollici in meno della vostra misura all’altezza della vita (poco sopra lì ombelico). Non tralasciate mai la misura di osso sacro e zona sotto il seno, perché altrimenti dovrete farci i conti, se sbaglierete misura.

Infine, la forma. Prima di tutto, il corsetto deve stringere il punto vita e deve farlo per bene, per cui se ne comprate uno che assume immediatamente la tipica forma concava, senza che nemmeno la sentiate, sicuramente non è il corsetto che fa per voi. Per questo, è fondamentale, come dicevamo prima, avere sottomano tutte le vostre misure del busto, in modo tale da scegliere la forma che le assecondi. Ad esempio, la misura subito sotto il seno dovrebbe essere circa 4 pollici maggiore del girovita e quella dei fianchi addirittura 7.

Allora, via all’acquisto!

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